Dal Corriere di Siena mercoledi 10
ottobre 2001
Suggestioni nelle opere di Fabrizio Ciampolini,
esposte nel chiostro del Campansi.
Lo spazio si carica e si connota
nei suoi paesaggi del Chianti e delle Crete senesi

Nei lavori di Fabrizio
Ciampolini, che espone nel chiostro del Campansi, la riflessione
sulla legge dello spazio si carica e si connota nei suoi paesaggi
illustranti le colline del chianti, le nostre crete e le coste
mediterranee, senza una scelta spaziale a priori e a posteriori,
divenuta una vera e propria scelta di vita e di emozioni interiori.
Quello infatti che colpisce dei paesaggi dell'artista, è la
spazialità profonda del paesaggio, la sintesi, i silenzi che
richiamano alla memoria Dario Neri e Carlo Semplici, per quanto
concerne le crete e i calanchi da Asciano a Monte Oliveto.

Nel
paesaggio, il mondo interiore di Ciampolini si apre e si fa racconto.
Racconto ambientato in un luogo, alcuni luoghi ricorrenti, nelle
vicinanze del mare, con edifici bianchi illuminati dal sole o nelle
nostre colline dove la presenza dell'uomo è rappresentata da case
coloniche piccole come sperdute, senza fasto né opulenza, piuttosto
una casta sobrietà. Quasi una liberissima associazione dell'anima e della memoria fra aspetti ed elementi affini l'uno con l'altro, accarezzati dalla stessa sensibilità quasi onirica. Ci colpiscono i
paesaggi di questo pittore senese, divenuti oggi tanto rari, in
considerazione che la maggioranza degli artisti rivolge attenzione
alla figura umana, e assumono perciò quasi una testimonianza
“storica” del paesaggio senese e toscano in lenta mutazione. Una
visione, quella di Ciampolini del paesaggio che ha una apertura tutta
mentale e spaziale, di cui l'artista sembra avere una tanto profonda
e assoluta necessità. E' indubbio che la paesaggistica senese ha una
vera e propria scuola che si tramanda nel tempo, e quando si ha
l'occasione di incontrare pittori giovani e preparati come il nostro,
che seguono un “iter” fuori dalle mode e dalle improvvisazioni, è
giusto sottolineare le capacità e concedergli spazio ed attenzione.
Immergersi nella profondità dei paesaggi di Ciampolini, è come
richiamare alla memoria gli scritti di Federico Tozzi con i suoi
silenzi, respirare gli umori antichi della nostra campagna,
immergersi con il pensiero nel grigiore delle nostre Crete che
invitano alla meditazione
Gilberto
Madioni