Le crete, con le loro forme bizzarre cariche di mistero,
suscitano ancora in lui, a distanza di anni, un’emozione inquietante e
perplessa, dai calanchi dipinti sembrano salire quelli che uno scrittore
colligiano chiamava “effluvi di un mondo chimerico”. Il mare poi, “personaggio” vagheggiato della sua infanzia, si impone allo sguardo dello spettatore nelle cromature sobrie e allo stesso tempo prorompenti, nel profilo azzurrognolo dell’orizzonte a sottolineare una distanza e una realtà insondabile. Le marine, soavemente assolate, si fanno spazialità profonda, luogo di ascolto di una lontana memoria.
Se è vero che la pittura esprime un’emozione, uno stato
d’animo, se è vero che è frutto di una libera associazione dell’anima e del
ricordo, nei quadri di Ciampolini cogliamo interamente quest’estasi, quasi
un’ansia volta ad esaltare le proprie radici ed una terra che gli appartiene e
a cui appartiene."
Mauro Civai